Servizio sul TG nazionale di STUDIO APERTO riguardante la spiaggia di Eraclea Minoa.
Ecco il servizio intergrale http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/full/edizione-ore-18-30-dell-11-giugno_543952.html
Per vedere il servizio su Eraclea Minoa andate direttamente al MINUTO 20:50.
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venerdì 12 giugno 2015
domenica 12 ottobre 2014
Nuovo Aggiornamento : Cattolica Eraclea App
Questo e´il nuovo link con una nuova grafica dell´App che si trova nell´appmakr store ( che non e´il Play Store)
http://apps.appmakr.com/cattolicaeracleaapp
Questa App é nativa per android e si puo scaricare direttamente dal sito.
Per i possessori di Iphone o Windowsphone o altri il link da aprire con safari o crhome e´ http://h.fanapp.mobi/cattolicaeracleaapp e da li´ nelle opzioni fare " aggiungi ad HOME" e troverete la web App tra le altre vostre App.
Descrizione App: Semplice App creata per aiutare i turisti che ogni anno si recano nella spiaggia di Eraclea Minoa e visitano Cattolica Eraclea e i paesi limitrofi. Vi sono una Mappa google, notizie, link di siti amici e di feed rss dei piu´importanti siti che si occupano di Cattolica Eraclea e della provincia di Agrigento, e inoltre una serie di numeri utili del Comune di Cattolica Eraclea.
L´utilitá piu importante é che tramite la funzione " News " si puó essere informato sulle principali notizie di Cattolica Eraclea, collegandosi direttamente ai contenuti dei siti Comunicalo.it , Cattolicaeracleaonline.it , www.liboriobutera.com/ , http://radioeraclea.blogspot.com/ , http://lorenzogurreri.blogspot.com/ , http://parolandoblog.wordpress.com/ , http://www.agrigentonotizie.it/notizie/cattolica-eraclea/ , agrigentoflash.it e paesemontallegro che ringrazio per la collaborazione.
mercoledì 5 giugno 2013
Giornalista aggredito da Preziosi: ALdG, - F. Mulé
Giornalista aggredito da Preziosi:
ALdG, <Atto ingiustificabile, intervenga anche la
giustizia>
Mancano le parole per commentare un simile gesto, una violenza gratuita e inaudita in nessun modo giustificabile. Se, come si dice, l’esempio deve sempre arrivare dall’alto, si capisce perché tanta violenza e tanta cattiveria negli stadi che ogni settimana si trasformano nel ring delle tifoserie, assumendo costi sociali - basta pensare all’impiego delle forze dell’ordine – non degni di un Paese civile.
L’Associazione Ligure dei Giornalisti condanna il comportamento di Preziosi. Ma, siccome solo le parole a questo punto non bastano più, confida nell’intervento della giustizia affinché un atto tanto barbaro quanto violento non resti impunito. Al collega Arrichiello la solidarietà e il sostegno dell’Associazione Ligure dei Giornalisti.
Il Consiglio Regionale Ligure dei
Giornalisti è solidale con Valerio Arrichiello, giornalista e
videoreporter del Secolo XIX, vittima di un'aggressione da parte del
presidente del Genoa Enrico Preziosi, che lo ha affrontato in maniera
violenta e gli ha strappato di mano la telecamera gettandola a terra
e mandandola in pezzi. Il tutto è documentato dalle riprese eseguite
con l’iPad dal giornalista Dario Freccero. Lo stesso Consiglio
ritiene vergognoso che colleghi che lavorano con onestà
professionale per documentare vicende di grande risalto presso
l'opinione pubblica, debbano subire violenze e prevaricazioni di
questo tipo. L'Ordine è a fianco dei colleghi ed invita ad
atteggiamenti rispettosi, educati, consoni al proprio ruolo, chi
dovrebbe molto spesso essere grato proprio al mondo dell'informazione
per come documenta puntualmente i fatti e gli offre la possibilità
di comunicare al grande pubblico il proprio pensiero. Arricchiello ha
avvicinato Preziosi in luogo pubblico agendo quindi in maniera
corretta. Al diritto di non rispondere si è preferito quello del
gesto violento, cattivo esempio, inoltre, per l'opinione pubblica”.
Così Alessandra Costante, di Loano,
giornalista de “Il Secolo XIX”, neosegretario dell'Associazione
Ligure dei Giornalisti/Fnsi, la prima donna segretario nella storia
del sindacato dei giornalisti liguri.
C.S.
sabato 21 aprile 2012
giovedì 5 gennaio 2012
punti di vista - Jo
fonte : wikipedia
MARCELLO DELL'UTRI (SENATORE PDL)
Marcello Dell'Utri (Palermo, 11 settembre 1941) è un politico italiano Conseguita la maturità classica a Palermo, compie dal 1961 a Milano gli studi universitari laureandosi in giurisprudenza presso l'Università Statale. Qui conosceSilvio Berlusconi. Nel 1993 fonda Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi, lasciando la carica di presidente di Publitalia '80. Nel 1996 è deputato al Parlamento nazionale, dal 1999 è parlamentare europeo e nelle elezioni politiche del 2001 viene eletto (nel collegio 1 di Milano) Senatore della Repubblica. Nel 1995 viene arrestato a Torino con l'accusa di aver inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia '80. Nell'aprile 1996, mentre è imputato a Torino per false fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, Dell'Utri diventa deputato di Forza Italia in Parlamento. Nel 1999 viene condannato definitivamente - sentenza passata in giudicato - per frode fiscale e false fatture con una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione. Nello stesso anno viene eletto parlamentare europeo e nel2001 Senatore della Repubblica. Concorso esterno in associazione mafiosa [modifica]Le indagini iniziano nel 1994 con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo. Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio Dell'Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno. In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo. Nel testo che motiva la sentenza[11] si legge: « La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. » Inoltre:[12] « Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale. » Lapsus sulla sua vicenda giudiziaria [modifica]Durante l'intervista rilasciata a Moby Dick l'11 marzo 1999 Marcello dell'Utri ha affermato: « Come disse giustamente Luciano Liggio, se esiste l'antimafia vorrà dire che esiste pure la mafia. Io non sto né con la mafia, né con l'antimafia. Almeno non con questa antimafia che complotta contro di me attraverso pentiti pilotati. » ed in conclusione di programma fece una gaffe: « è chiaro che io, purtroppo, essendo mafioso... cioè, essendo siciliano.. » Su questo fatto il pentito Giusto Di Natale, affermò durante il processo a Dell'Utri (1 marzo 2004): « Diciamo che a quel tempo eravamo in carcere e tutti si aspettavano una bella uscita del dottore Dell'Utri. Dopo l'intervista - che è andata male perché... o almeno così pensavano in carcere che aveva fatto una figuraccia con quei lapsus freudiani e con il dire allora che lui non sapeva se esisteva la mafia- l'indomani, quando si stava cercando di commentare questa situazione, insomma, si era sparsa la voce che a nessuno era permesso di commentare quell'intervista. [...] questa situazione arrivò dai Galattolo, se non sbaglio c'era pure il dottore Guttauro (Giuseppe Guttadauro, boss di Brancaccio). » Successivamente ha dichiarato che « l'antimafia costa troppo per quello che produce[13] » False fatture e frode fiscale [modifica]Ha patteggiato la pena di due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale (nell'ambito della gestione di Publitalia '80) a Torino [14]. Tentata estorsione [modifica]È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). L' ex presidente della Pallacanestro Trapani Vincenzo Garraffa aveva ottenuto dalla Birra Messina (Heineken) una sponsorizzazione di 1,5 miliardi di lire, ma - secondo l' accusa - esponenti di Publitalia (la società di Dell'Utri) gli avevano poi chiesto la retrocessione «in nero» di metà dei soldi, «per creare fondi occulti». La sentenza di condanna afferma che, al rifiuto di Garraffa, Dell' Utri lo avrebbe minacciato prima a parole («Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione»), poi con la visita del boss Virga in ospedale a parlargli del debito. [15] Il 15 maggio 2007 la terza corte d'appello di Milano conferma la condanna a due anni.[16]. « (...). È significativo che Dell'Utri, anziché astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale avrebbero potuto consentirgli, sempre nell'indimostrata ipotesi che fosse stato lo stesso Berlusconi a chiederglielo), ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili conseguenze, di mediare tra gli interessi di Cosa nostra e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un industriale, come si è visto, disposto a pagare pur di stare tranquillo) » Il 10 aprile 2008 il PG della Cassazione ha chiesto l'annullamento, con rinvio, della condanna a 2 anni inflitta al parlamentare Marcello Dell'Utri, ritenendo "inutilizzabili" alcune dichiarazioni accusatorie. La Corte di Cassazione, II sezione penale, accoglie la richiesta, annullando la sentenza di appello con rinvio ad altra sezione[17]. Il 14 aprile 2009 I giudici della quarta Corte d'Appello di Milano hanno derubricato il reato da tentata estorsione a minaccia (la cosiddetta «desistenza volontaria» -articolo 56 comma 3 cp- ) e hanno dichiarato quindi il «non doversi procedere», nei confronti di Dell'Utri e anche del boss mafioso Vincenzo Virga, prosciogliendoli per prescrizione.[18][19] Calunnia pluriaggravata [modifica]Imputato a Palermo per calunnia aggravata ai danni di alcuni pentiti, è stato successivamente assolto dopo che in primo grado era stato condannato a 9 anni. Secondo l'accusa avrebbe organizzato un complotto con dei falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati. Per questa accusa, il gip di Palermo dispose l'arresto (per un'azione, come giudicò poi il tribunale d'appello in via definitiva, mai avvenuta) di Dell'Utri nel 1999, ma il Parlamento lo bloccò[20]. Il giudici della quinta sezione di Palermo hanno assolto Marcello Dell'Utri, «per non avere commesso il fatto» in base all'art. 530, secondo comma del codice di procedura penale, dall'accusa di calunnia aggravata, era stato accusato di aver organizzato una combine con alcuni pentiti, per screditare tre collaboratori di giustizia che lo accusavano nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura aveva chiesto una condanna di 7 anni.
fonte: wikipedia.it
MARCELLO DELL'UTRI (SENATORE PDL)
Marcello Dell'Utri (Palermo, 11 settembre 1941) è un politico italiano Conseguita la maturità classica a Palermo, compie dal 1961 a Milano gli studi universitari laureandosi in giurisprudenza presso l'Università Statale. Qui conosceSilvio Berlusconi. Nel 1993 fonda Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi, lasciando la carica di presidente di Publitalia '80. Nel 1996 è deputato al Parlamento nazionale, dal 1999 è parlamentare europeo e nelle elezioni politiche del 2001 viene eletto (nel collegio 1 di Milano) Senatore della Repubblica. Nel 1995 viene arrestato a Torino con l'accusa di aver inquinato le prove nell'inchiesta sui fondi neri di Publitalia '80. Nell'aprile 1996, mentre è imputato a Torino per false fatture e frode fiscale e indagato a Palermo per Mafia, Dell'Utri diventa deputato di Forza Italia in Parlamento. Nel 1999 viene condannato definitivamente - sentenza passata in giudicato - per frode fiscale e false fatture con una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione. Nello stesso anno viene eletto parlamentare europeo e nel2001 Senatore della Repubblica. Concorso esterno in associazione mafiosa [modifica]Le indagini iniziano nel 1994 con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo. Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio Dell'Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno. In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo. Nel testo che motiva la sentenza[11] si legge: « La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. » Inoltre:[12] « Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale. » Lapsus sulla sua vicenda giudiziaria [modifica]Durante l'intervista rilasciata a Moby Dick l'11 marzo 1999 Marcello dell'Utri ha affermato: « Come disse giustamente Luciano Liggio, se esiste l'antimafia vorrà dire che esiste pure la mafia. Io non sto né con la mafia, né con l'antimafia. Almeno non con questa antimafia che complotta contro di me attraverso pentiti pilotati. » ed in conclusione di programma fece una gaffe: « è chiaro che io, purtroppo, essendo mafioso... cioè, essendo siciliano.. » Su questo fatto il pentito Giusto Di Natale, affermò durante il processo a Dell'Utri (1 marzo 2004): « Diciamo che a quel tempo eravamo in carcere e tutti si aspettavano una bella uscita del dottore Dell'Utri. Dopo l'intervista - che è andata male perché... o almeno così pensavano in carcere che aveva fatto una figuraccia con quei lapsus freudiani e con il dire allora che lui non sapeva se esisteva la mafia- l'indomani, quando si stava cercando di commentare questa situazione, insomma, si era sparsa la voce che a nessuno era permesso di commentare quell'intervista. [...] questa situazione arrivò dai Galattolo, se non sbaglio c'era pure il dottore Guttauro (Giuseppe Guttadauro, boss di Brancaccio). » Successivamente ha dichiarato che « l'antimafia costa troppo per quello che produce[13] » False fatture e frode fiscale [modifica]Ha patteggiato la pena di due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale (nell'ambito della gestione di Publitalia '80) a Torino [14]. Tentata estorsione [modifica]È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). L' ex presidente della Pallacanestro Trapani Vincenzo Garraffa aveva ottenuto dalla Birra Messina (Heineken) una sponsorizzazione di 1,5 miliardi di lire, ma - secondo l' accusa - esponenti di Publitalia (la società di Dell'Utri) gli avevano poi chiesto la retrocessione «in nero» di metà dei soldi, «per creare fondi occulti». La sentenza di condanna afferma che, al rifiuto di Garraffa, Dell' Utri lo avrebbe minacciato prima a parole («Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione»), poi con la visita del boss Virga in ospedale a parlargli del debito. [15] Il 15 maggio 2007 la terza corte d'appello di Milano conferma la condanna a due anni.[16]. « (...). È significativo che Dell'Utri, anziché astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale avrebbero potuto consentirgli, sempre nell'indimostrata ipotesi che fosse stato lo stesso Berlusconi a chiederglielo), ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili conseguenze, di mediare tra gli interessi di Cosa nostra e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un industriale, come si è visto, disposto a pagare pur di stare tranquillo) » Il 10 aprile 2008 il PG della Cassazione ha chiesto l'annullamento, con rinvio, della condanna a 2 anni inflitta al parlamentare Marcello Dell'Utri, ritenendo "inutilizzabili" alcune dichiarazioni accusatorie. La Corte di Cassazione, II sezione penale, accoglie la richiesta, annullando la sentenza di appello con rinvio ad altra sezione[17]. Il 14 aprile 2009 I giudici della quarta Corte d'Appello di Milano hanno derubricato il reato da tentata estorsione a minaccia (la cosiddetta «desistenza volontaria» -articolo 56 comma 3 cp- ) e hanno dichiarato quindi il «non doversi procedere», nei confronti di Dell'Utri e anche del boss mafioso Vincenzo Virga, prosciogliendoli per prescrizione.[18][19] Calunnia pluriaggravata [modifica]Imputato a Palermo per calunnia aggravata ai danni di alcuni pentiti, è stato successivamente assolto dopo che in primo grado era stato condannato a 9 anni. Secondo l'accusa avrebbe organizzato un complotto con dei falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati. Per questa accusa, il gip di Palermo dispose l'arresto (per un'azione, come giudicò poi il tribunale d'appello in via definitiva, mai avvenuta) di Dell'Utri nel 1999, ma il Parlamento lo bloccò[20]. Il giudici della quinta sezione di Palermo hanno assolto Marcello Dell'Utri, «per non avere commesso il fatto» in base all'art. 530, secondo comma del codice di procedura penale, dall'accusa di calunnia aggravata, era stato accusato di aver organizzato una combine con alcuni pentiti, per screditare tre collaboratori di giustizia che lo accusavano nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura aveva chiesto una condanna di 7 anni.
fonte: wikipedia.it
Nudismo a MINOA ERACLEA - ancora polemiche!
Lettera scritta dal Dottore Michele Azzara"
"Mi sembra che come al solito si voglia essere contrari a qualunque iniziativa che possa risvegliare il paese e la sua economia.
Primo fatto da considerare è l’esposizione mediatica del paese , la sua pubblicizzazione e conoscenza che potrebbero portare ad una valorizzazione del paese della spiaggia e del sito archeologico.
Purtroppo bisogna ricordare quello che era questo paese e tutte le cose che aveva e producevano un’economia che permetteva di vivere ai suoi abitanti, e quello che si è perso, ed ha portato ad un’emigrazione senza fine e che continua ancora.
Bisogna altresì ricordare che negli anni 50 e 60 Cattolica era il paese di riferimento per i paesi vicini.
C’era il ginnasio,c’era l’ospedale, c’era la scuola agraria, c’era il carcere, c’era la pretura, c’era la cantina, c’era il mandorlificio, c’era la miniera, i residenti superavano i 12.000.
Tutte cose che si sono perse.
Eppure Cattolica ha avuto illustri personaggi, forse costretti ad andare via, e tra i più autorevoli vorrei ricordare il Professore Francesco Renda , l’on Giuseppe La Loggia , il dottor Raimondo Borsellino chirurgo di chiara fama .
Altri illustri figli di Cattolica si sono fatti grande fama in Italia e nel mondo, ed anche oggi ci sono persone che fanno conoscere il paese ed i prodotti del paese.
Questi Signori sopra citati e quelli non citati hanno sempre affrontato i reali bisogni del paese.
Ma torniamo a Minoa ed ai naturisti, perché sarebbe lunga la disamina delle colpe della classe politica, dal dopoguerra ai nostri giorni, che non ha saputo programmare un futuro per il paese e per i propri figli.
E’ un’occasione da sfruttare da far conoscere Minoa per valorizzarla.
L’accesso a Capo Bianco e alla spiaggia ai cattolicesi è stato vietato tanti anni fa con un cancello; e non esistono altri percorsi per accedere alla spiaggia.
Prima che si potesse usufruire della spiaggia di minoa, l’unico accesso era un sentiero che portava a Capo Bianco, successivamente il signor Rizzuto, custode ai beni archeologici, a noi pochi bagnanti e frequentatori di Minoa ci realizzò, alla meno peggio, una scaletta naturale che scendeva a mare all’altezza del campeggio.
Soltanto successivamente, con la lottizzazione, si realizzò la strada attuale che porta a mare.
Se la soprintendenza ed altri ci rendessero nuovamente fruibile la spiaggia vicino la foce del Platani sarebbe un’ottima cosa e ci permetterebbe di fruire di una spiaggia sin ora è incontaminata.
L’amministrazione si dovrebbe prendere carico dell’apertura della strada di accesso a Capo Bianco, perché un bene pubblico, che è stato sequestrato dai privati e dalla soprintendenza, e ai cittadini è stato negato l’accesso a mare.
Facciamo in modo di essere propositivi, se vogliamo il bene del paese.
Da chiedere la fruibilità dei beni naturali ; l’apertura domenicale del sito archeologico, l’allargamento delle strade di accesso al mare, la pulizia delle spiagge, la pulizia della pineta, l’accesso alla foce del platani.
Cattolica Eraclea 10 maggio 2008
Michele Azzara"
Aggiungo che sono pienamente d´accordo con il dottore Michele Azzara , ma si deve cercare il modo di controllare che non avvengano "fatti osceni ", ricordando a tutti gli utenti che non la pensano come me ,che il naturismo o il nudismo non hanno niente a che fare con la pornografia.
Infine non siamo abituati a scene di nudo ovunque? Dov´e´ lo scandalo? Basta guardare i nostri belli Tg ad ora di pranzo o lo spazio web.....
Perche´in Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Calabria esistono degli spazi riservati ai naturisti e nessuno si scandalizza? Credo che basta informare le persone che visitano la nostra bella spiaggia , mettendo dei cartelli , o semplicemente mettere dei custodi nei pressi del pezzo di spiaggia incriminato ( RICORDIAMO che non e´ lo spiaggia utilizzata dalle famiglie di Cattolica ,ma e´quella nei pressi della foce del fiume Platani, quindi lontana ed ben isolata) con il compito di informare le persone e nel frattempo di "vigilare " che tutto sia regolare! Inoltre il comune puo´trarne vantaggio, e l´ingresso deve essere rigorosamente pagato anche con pochi euro , soprattutto per pagare un servizio che il comune mette a disposizione dei naturisti.
Voi che ne pensate?
Autore: Fra
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